Villa Godi Malinverni a Lonedo di Lugo di Vicenza, la prima villa progettata da Palladio
Villa Godi Malinverni a Lonedo di Lugo di Vicenza, la prima villa progettata da Palladio. Foto: Dogears · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Le ville sono il secondo tempo di Palladio. In città costruiva palazzi incastrati fra altri palazzi; in campagna poteva disegnare tutto, la casa, gli annessi agricoli, il rapporto con il paesaggio. Intorno a Vicenza ne restano parecchie, ma non tutte sono di Palladio e non tutte si visitano: conviene sapere prima cosa si sta andando a vedere.

La Rotonda, quella che conoscono tutti

A poco più di tre chilometri dal centro, su una collinetta che guarda la città, c'è Villa Almerico Capra, per tutti La Rotonda. Palladio la progettò nel 1566 per il canonico Paolo Almerico; i lavori furono completati dopo la sua morte da Vincenzo Scamozzi, che intervenne anche sulla forma della cupola. È l'unica villa con quattro facciate uguali, ciascuna con il suo portico e la sua scalinata: nacque più come luogo di rappresentanza che come azienda agricola, e si vede.

Fa parte del sito UNESCO dedicato a Palladio e viene copiata da secoli in mezzo mondo. Anche da fuori, dal viale d'accesso, è uno degli edifici più riconoscibili che esistano. Giardino e interni hanno calendari di apertura distinti, e spesso non coincidono.

Villa Valmarana ai Nani: i Tiepolo a due passi

Poco distante dalla Rotonda, sulle pendici di Monte Berico, c'è Villa Valmarana ai Nani. Non è un'opera di Palladio, ed è giusto dirlo: nel 1736 Giustino Valmarana affidò la sistemazione dell'edificio all'architetto Francesco Muttoni. Ci si va per un altro motivo, e cioè per gli affreschi che circa vent'anni più tardi Giambattista Tiepolo e suo figlio Giandomenico dipinsero nella palazzina e nella foresteria. Il nome viene dalle statue di nani in pietra sul muro di cinta.

Le due ville si trovano a pochi minuti l'una dall'altra e si possono legare alla salita a Monte Berico, facendo una mezza giornata unica e molto densa.

Le ville del territorio vicentino

Uscendo dalla città il discorso cambia: servono l'auto e un po' di programmazione, ma si vedono ville meno affollate.

  • Villa Godi Malinverni, a Lonedo di Lugo di Vicenza: è la prima villa progettata da Palladio, del 1542. Le sale sono affrescate da pittori del Cinquecento veneto, fra cui Gianbattista Zelotti e Battista del Moro, e intorno ci sono un parco storico e un museo di fossili.
  • Villa Pojana, a Pojana Maggiore: progettata intorno alla metà del Cinquecento, è una delle più sobrie e una delle più facili da capire come idea di casa di campagna.
  • Villa Caldogno, a Caldogno: costruita su progetto di Palladio e oggi di proprietà pubblica, conserva un notevole ciclo di affreschi cinquecenteschi.
  • Villa Saraceno, ad Agugliaro: disegnata intorno al 1548, appartiene a una fondazione britannica che la affitta come casa per vacanze, per cui la visita va concordata in anticipo.
  • Villa Trissino a Meledo di Sarego: Palladio la pubblicò nei Quattro libri, ma sul posto ne fu costruita solo una parte. È un pezzo di storia dell'architettura rimasto incompiuto.

Aperture: la variabile da controllare

Qui serve onestà: le ville palladiane non hanno un calendario unico. Alcune aprono in stagione e chiudono d'inverno, altre solo in certi giorni della settimana, altre ancora esclusivamente su prenotazione perché sono abitate. Anche la parte visitabile cambia: a volte solo il parco, a volte anche gli interni affrescati. Prima di mettervi in viaggio, controllate sul sito ufficiale della singola villa: è l'unica fonte che vale.

Non fidatevi degli orari trovati su siti generalisti o su vecchie mappe turistiche: per le ville private cambiano spesso, e arrivare davanti a un cancello chiuso dopo quaranta minuti d'auto è la delusione classica della giornata.

Come muoversi tra una villa e l'altra

La Rotonda e Villa Valmarana si raggiungono dal centro di Vicenza anche a piedi o in pochi minuti d'auto. Per le ville del territorio, invece, l'auto è praticamente indispensabile: sono sparse fra la pianura a sud e le colline a nord, e alcune distano una quarantina di minuti dalla città. Un consiglio pratico: scegliete due ville nella stessa direzione e lasciate perdere l'idea di vederne cinque in un giorno.

Una base in città, le ville intorno

Il modo più comodo di girare il Vicentino è dormire in città e uscire in giornata. Casa Borgo Casale sta in una zona residenziale tranquilla dove si trovano posti auto lungo la via, sia gratuiti che a pagamento: si parte la mattina verso la campagna e la sera si rientra in una casa che è comunque a cinque minuti a piedi dal centro storico.

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