Il ponte San Michele sul Retrone, a Vicenza
Il ponte San Michele sul Retrone, a Vicenza. Foto: Masml · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Vicenza è una città che si visita a piedi e in poco spazio, e questo la rende un posto particolare: in alta stagione tutto si concentra nelle stesse tre piazze e negli stessi due o tre monumenti, e si sente. Da ottobre in poi succede l'opposto. Le strade restano quelle, ma senza la fila davanti alla biglietteria e senza dover aspettare il turno per guardare una sala. Chi viene fuori stagione vede la stessa città con molto più tempo a disposizione.

Cosa cambia rispetto all'alta stagione

Cambia il ritmo, prima di tutto. Le giornate sono corte, quindi conviene spostare le visite al mattino e tenere il pomeriggio per camminare. Cambia anche la composizione di chi incontrate: più gente che vive qui, più movimento nei giorni feriali e meno nei fine settimana, l'inverso di quello che succede d'estate. E cambiano i calendari, perché diverse sedi riducono le aperture nei mesi freddi e qualche chiusura si aggiunge sotto le feste.

Fuori stagione gli orari di musei e monumenti possono essere ridotti e alcune sedi chiudono in certi giorni della settimana. Prima di organizzare la giornata verificate le aperture sui canali ufficiali: sono cinque minuti che vi risparmiano un viaggio a vuoto.

I musei quando non c'è coda

Il Teatro Olimpico è il posto che guadagna di più dalla bassa stagione: è una sala piccola, con una scena fissa costruita in prospettiva, e il numero di persone che ci sono dentro insieme a voi fa una differenza enorme. Lo stesso vale per il museo civico di Palazzo Chiericati, dove senza gruppi si può tornare due volte sulla stessa sala senza dare fastidio a nessuno.

Chi ha mezza giornata in più aggiunga le Gallerie d'Italia a Palazzo Leoni Montanari: un palazzo barocco con decorazioni molto cariche, la pittura veneta del Settecento e una raccolta di icone russe, un accostamento che non ci si aspetta e che regge bene una visita lenta. Sono tutti luoghi al chiuso, il che in una giornata di pioggia risolve il problema alla radice.

Portici, nebbia e luce bassa

Il centro di Vicenza ha molti portici, e quando piove questo si traduce in un percorso quasi continuo fra una piazza e l'altra. Il pezzo più impressionante, però, sta fuori dal centro: la salita verso il santuario di Monte Berico è coperta da un lungo porticato settecentesco progettato da Francesco Muttoni, con circa centocinquanta arcate che seguono il pendio. Si sale all'asciutto anche con il tempo peggiore, e poco distante resta l'Arco delle Scalette, all'imbocco della vecchia salita a gradini che il portico ha sostituito.

Dall'alto, nelle mattine giuste, si vede la pianura coperta e i Colli Berici che emergono dalla foschia: è una cosa che succede solo nella stagione fredda e che nessuna fotografia estiva restituisce. Nel pomeriggio, in città, la luce radente prende di taglio le facciate e i cornicioni del centro storico. Se fotografate, è il momento migliore dell'anno.

Cosa mettere in valigia

  • Scarpe chiuse e impermeabili: si cammina molto sulla pietra, e la pietra bagnata scivola.
  • Vestirsi a strati: fuori può essere umido e freddo, dentro i musei no.
  • Un ombrello compatto oppure una giacca con cappuccio, meglio la seconda se volete le mani libere.
  • Qualcosa di caldo per il collo: l'umidità della pianura si sente più della temperatura che segna il termometro.
  • Una borsa per la spesa, se cucinate: i mercati del centro si fanno la mattina.

Non serve altro. Non è una destinazione da attrezzatura tecnica, a meno che non mettiate in programma i sentieri dei Berici: in quel caso valgono le regole normali dell'escursionismo collinare in inverno, percorsi corti, fondo che può essere fangoso e buio presto.

Una base calda a cinque minuti dal centro

Con le giornate corte conta molto quanto ci mettete a rientrare: se l'alloggio è vicino potete tornare, cambiarvi e uscire di nuovo senza perdere il pomeriggio. La casa sta a cinque minuti a piedi dal centro storico, ha le camere climatizzate, due bagni finestrati e una cucina vera, che d'inverno serve più che in estate.

Una base nel cuore di Vicenza

Quattro camere da letto, due bagni e una cucina attrezzata in Borgo Casale, a cinque minuti a piedi dal centro storico e dal Teatro Olimpico. Fino a sette ospiti, self check-in.